Rurality 2.0 LA STORIA
Interferenze: la storia
Interferenze nasce nel 2003 a San Martino Valle Caudina, in un piccolo borgo rurale della provincia del meridione d'Italia, ai confini occidentali dell'Irpinia, regione aspra, suggestiva, remota. Nato come evento focalizzato soprattutto sulle musiche elettroniche (durante le edizioni 2003 e 2004, svoltesi presso l'ex tabacchificio che ospitava la locale Galleria Civica d'Arte Contemporanea), nel corso delle edizioni successive il festival si ingrandisce allargando l'attenzione al panorama delle arti legate alle nuove tecnologie, diventando via via una sorta di laboratorio che parte dal territorio rurale e dai suoi elementi caratterizzanti (identità, tradizioni, ambiente naturale, paesaggio, patrimonio enogastronomico) per aprirsi alle espressioni più avanzate dei linguaggi legati all'estetica dei nuovi media come forme di rimediazione e di condivisione per diffondere conoscenze e nuove esperienze nella sfera pubblica. Da "Rumori, visioni e bit di campagna", tema dell'edizione 2005, fino all'immersione totale nella foresta dei monti del Partenio ("Naturalis Electronica", edizione 2006), Interferenze diventa uno spazio aperto di sperimentazione e contaminazione che unisce lo spirito del territorio rurale e la relativa tradizione culinaria con la ricerca artistica ai confini del digitale e dell'organico, che integra cultura digitale e locale. Nel 2007 Interferenze diventa produttore artistico di Mediaterrae Vol.1, ad un tempo produzione audio-video, evento e progetto di residenza in cui gli artisti coinvolti (diciotto, di disparata provenienza in Europa ed oltremare) condividono collettivamente la preparazione di un'"esperienza 'esotica', sociale ed estetica" ovvero il Carnevale del villaggio irpino di Montemarano e poi il processo di reinterpretazione, materializzato in performance dal vivo e in studio: “questa ricerca di confronto con sensibilità straniere e la sfida di elaborare specifiche immagini e suoni non è un semplice processo di remixing. Esso ha a che fare con un melting pot culturale che va ben oltre l'usuale territorio urbano, entrando nella manipolazioni d'immagine storiche e etniche, e quindi giocando con i loro significati e con le loro origini“. (A. Ludovico)