suoni

MAJA RATKJE

Tra gli ascolti preferiti di Motorpsycho e Thurston Moore (Sonic Youth), Maja Solveig Kjelstrup Ratkje è compositrice e performer free-lance.

Affermatasi dopo il trasferimento dalla natìa Trondheim (la città dei Motorpsycho e di Helge Sten) ad Oslo (dove studia alla Music Academy) come ragazza prodigio di quella scena impro-elettronica norvegese che andava coagulandosi intorno alla metà degli anni ’90, Maja comincia una frenetica attività che nel giro di pochi anni la porta ad essere parte attiva dei progetti SPUNK, quartetto femminile impro con il quale realizza due dischi per la Rune Grammofon e Fe-Mail, insieme a Hild Sofie Tafjord (duo elettronico/noise che si trasforma in trio nel progetto Agrare, con la danzatrice svedese Lotta Melin); quindi a collaborare tra gli altri con Jaap Blonk, Poing, Lasse Marhaug e a diventare performer free-lance in giro per il mondo. Nella vasta discografia che la riguarda, un posto di rilievo spetta a “Voice”, lavoro uscito sempre per la Rune Grammofon nel 2002 in collaborazione con il duo Jazzkammer, nel quale la splendida voce dada di Maja viene dissezionata e proiettata in tutte le sue possibili estensioni modulari e timbriche su un fondale convulso, lunatico, distorto.
Ma non basta. Al di là dei riconoscimenti accademici per le sue composizioni orchestrali (nel 2001 riceve il premio Arne Nordheim) e delle numerose residenze e partecipazioni a conferenze, seminari, colonne sonore, installazioni, pièce teatrali (gli “Spettri” di Ibsen) e collaborazioni con orchestre, Maja riesce a trovare nell’aspetto performativo il mezzo forse più efficace e per certi versi spiazzante, attraverso il quale canalizzare le proprie pulsioni psicotronico-rumoristiche.

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