suoni

JAN JELINEK

Nel 2002 esce un cd che documenta un incontro fra Jelinek e Computer Soup (trio di techno-jazz) in Giappone l'anno prima e presenta una selezione di improvvisazioni registrate durante un'esibizione live. Il risultato è interessante e piacevole ma non raggiunge le vette toccate del precedente, anche se l'idea alla base è la stessa, e cioè, quella di portare il jazz in un mondo sonoro immaginario e rarefatto.

Lo stile di Jelinek risulta evidente e marcato nelle sue produzioni e viene ulteriormente sviluppato nel lavoro "La Nouvelle Pauvreté" che più del precedente continua ad a tracciare percorsi nuovi verso una forma di jazz futuribile.

Jan estrapola infatti campioni da dischi jazz degli anni 60 e 70, trasformandoli in arrangiamenti spaziosi e sincronizzandoli in loop astratti. Come se il videoregistratore avesse cominciato a balbettare, andando avanti e indietro con i fotogrammi, con un curioso e familiare sottofondo continuo, le tracce suonano in un chill fuori epoca, sfilandosi nella moviola del tempo (quello imposto dall'autore che risente comunque di quello subconscio d'origine). L'altra tecnica usata magistralmente, il moirè così familiare ai grafici, rende la terza dimensione tramite una minuziosa poesia di composizione, e trascina un ascolto dedicato verso una dimensione sonora sbiadita e inedita, inducendo la trance dello sguardo sfocato e assorto.

web: www.janjelinek.com

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