Artists>>Emanuele Errante & Mattia Casalegno
Emanuele Errante
Musicista napoletano. Dopo una lunga esperienza in una band locale, inizia la sua carriera da solista sotto lo pseudonimo di Mais. Nel 2004 la netlabel Maetrixsolution pubblica il suo primo album, "Stand", che riscuote un certo interesse tra gli addetti ai lavori. Dopo l'uscita dell'album comincia a sperimentare sonorità ambient fondendo elementi acustici e soundscape elettronici. Da questo lavoro nasce "Absolute", EP che viene pubblicato da Maetrixsolution a maggio 2005 e successivamente stampato su CD-R sotto il suo vero nome. Sulla scia di "Absolute" inizia a lavorare all'EP "Incipit". Tra i vari liveset al suo attivo, vanno menzionati l'Hefty Records Action Night con L'Altra (Hefty) e Retina.it (Hefty/Mousikelab), un liveset con i Frame (Mousikelab) e il Lab30 Festival in Germania con Khonnor, Lackluster, Marsen Jules, Ulrich Schnauss, Xela, A&E. È il fondatore della netlabel OpenLab Records e l'ideatore del NetstockFest, il primo festival netaudio completamente online la cui prima edizione si è tenuta a marzo 2005 e ha ricevuto l'attenzione dei grandi media, tra cui il quotidiano francese Liberation. Nelle sue produzioni, Ego e Natura si fondono in un unico elemento generatore di trame evocatrici e visionarie. I suoi lavori sono il risultato della ricerca sonora di uno stato interiore scevro da qualsiasi condizionamento artificiale. Rivolge particolare attenzione nella scelta dei suoni, studiati in modo da far percepire come naturali anche le più complesse alchimie elettroniche. Dopo "Absolute", EP pubblicato dalla netlabel Maetrixsolution, è in uscita il CD "Migrations", prodotto dall'etichetta canadese Apegenine Recordings.
Mattia Casalegno
Mattia Casalegno nasce a Napoli il primo Maggio del 1981; dal 1999 vive a Roma dove lavora come vj e artista di live-media. Nel 2001 fonda il progetto Kinotek, vj crew molto attiva sul territorio romano e tra le più affermate a livello italiano. Nelle vesti di Kinotek, ha partecipato ai maggiori festival nazionali di vjing e live media, come l'Italian Live Media 04, l'Elettrowave/ArezzoWave 2003 ad Arezzo, Dis.lab./Dissonanze 2004 a Roma, Club To Club'02 a Torino, PEAM - Pescara Electronic Arts Meeting. Dal 2002, come parte integrante del trio di ricerca elettronica metaXu cura la parte visuale di numerose performance audio-video: nel 2004, l'ultimo lavoro dei Metaxu "Rumors Of War" uscito per la canadese No-Type e distribuito in Italia da RisonanzaMagnetica, comprende anche un suo estratto video di 8 min. Nello stesso periodo inizia una collaborazione molto proficua con il compositore elettronico/elettroacustico Maurizio Martusciello, con il quale e' presente a festival di fama internazionale quali Batofar Recherche l'Italie a Parigi, Sintesi, festival di arti elettroniche a Napoli, JazzFestival 2004 a Roma e, primo artista italiano in cartellone, al Mutek 2005 con il progetto audiovisuale "X-Scape", presentato anche al festival di arti elettroniche IXEM (Venezia) nel dicembre del 2005. Nello stesso anno, cura la parte video del progetto "2001 A Space Odyssey Revisited", una performance audiovisuale dell' Avatar41 Audiovisual Orchestra, all'interno della rassegna Sensoralia al Teatro Palladium in Roma. Nel Gennaio del 2005, presenta al festival internazionale di live media Netmage05 (Bologna) il progetto audiovisuale "Grainscapes I" con i musicisti S. Roux e G. Davis.
In occasione di Interferenze 2006, Emanuele Errante e Mattia Casalegno propongono la performance "Info_naturae 1.0", una performance di improvvisazione che emerge dall'ibridazione dei linguaggi acustici e visivi. Soundscapes digitali e tappeti sonori danno vita a matrici di pixel in costante mutamento, flussi binari in-formano strutture vagamente zoomorfe e tese sempre nell'equilibrio tra organico e inorganico, animato ed inanimato, naturale ed astratto. L'immaginario che ne risulta è in bilico tra il campionato e il sintetizzato: vengono mixati in tempo reale frammenti di esperienze analogiche e creazioni digitali, con effetti evocativi e suggestivi. Il tentativo deleuziano di "rendere visibile l'invisibile", si risolve nel progetto "Info naturae 1.0" in una presa di coscienza che musica e video, come d'altronde ogni forma d'arte, possano al tempo stesso illudere e liberare dalle illusioni. Un parallelismo in questo senso si può ricondurre alla riflessione sul carattere salvifico dell'opera: in un mito platonico le illusioni erano catene che immobilizzavano dalla nascita i prigionieri, ma che ne erano anche la loro proiezione e definivano la propria sensibilità: "Il nostro mondo era abitato dalle ombre antropomorfe proiettate sulla roccia che ci apparivano come reali e dai suoni che l'eco della caverna produceva. Così è stato fino a quando siamo riusciti a spezzare le catene."

